UN GIOCO A SOMMA AZERO


Autore: Enrico

Mahmoud Ahmadinejad è più attivo che mai sul fronte internazionale dall’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Il 12 giugno l’Iran andrà incontro a tanto attese elezioni, che vedranno schierarsi l’ex-presidente Khatami, ayatollah rappresentante della corrente moderata e riformista tanto popolare tra i giovani di Teheran, e l’ultra-conservatore Ahmadinejad, che fa nella lotta contro il Grande e il Piccolo Satana (USA e Israele) uno dei punti cardine della sua campagna elettorale. La situazione interna, infatti non è favorevole: con un’inflazione galoppante (25-30%), una riduzione costante del surplus derivato dal petrolio (ridottosi a zero) e una fuga di capitali verso lidi più sicuri, Ahmadinejad ha come bandiera della sua campagna il diritto dell’Iran al nucleare, rendendo di fatto difficile qualsiasi tavolo di dialogo. Su questo l’unico partner essenziale all’Iran è la Russia, subito blandita da Obama con la promessa della rinuncia allo scudo spaziale. Se la Russia dovesse invertire la tendenza alla copertura diplomatica e alle forniture strategiche all’Iran di Ahmadinejad, l’Iran resterebbe solo, e dovrebbe giocare le carte che gli rimangono: l’influenza su hezbollah, i finanziamenti ad Hamas, il ruolo strategico in Iraq e Afghanistan. Ma all’Iran servono alleati, e soprattutto Ahmadinejad vuole evitare l’isolamento. Per questo il presidente Azero Aliyev è in questi giorni in visita a Teheran a firmare nuovi accordi commerciali e a stringere i legami col regime degli Ayatollah, per questo recentemente Ahamdinejad ha inviato Rafsanjani in Iraq a preparare la strada per il dopo-ritiro USA, per questo l’Iran ha convocato un summit dell’Economic Cooperation organization (ECO) con gli stati dell’area centro e sud asiatica per incrementare la cooperazione politica. Se ad Obama riuscisse l’operazione di isolare Teheran, ad Ahmadinejad non resterebbe che arroccarsi su posizioni di difesa della sua linea oltranzista sul nucleare, provocando l’inevitabile reazione di Israele.

Fonti:
The Earth Times; Iran’s Ahmadinejad opens regional economic summit in Tehran,
IRNA; Iran, Azerbaijan calls for expansion of mutual ties – da Payvand Iran news
Eurasia.org; Iran: Tehran still an important player in Iraq di Kamal Nazer Yasin
Eurasia.org; Iran: looking for ways to change Tehran’s cost-benefit analysis on nuclear issues

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8 responses to “UN GIOCO A SOMMA AZERO

  1. Non riesco a capire Enrico: perchè la reazione di Israele dovrebbe essere inevitabile ? Israele ha le armi nucleari ma nessuno l’ha attaccato. La Corea del Nord ha le armi nucleari ma la Corea del Sud non l’ha attaccata.

  2. Forse sembrava una opinione, ma è una constatazione. In Israele solo pochi sostengono che si possa convivere con un Iran nucleare, e oltre tutto Israele è intervenuta contro un reattore in Siria ad uno stadio molto meno avanzato. L’opinione pubblica israeliana è per la linea dura nei confronti del nucleare iraniano, a molti sembra che impantanarsi in lunghi negoziati faccia solo il gioco di dare tempo ad Ahmadinejad per sviluppare l’atomica.

  3. Hai parlato di ‘linea oltranzista’ dell’Iran, dando un giudizio di valore, però non sei altrettanto trachant con Israele, che a me sembra altrettanto oltranzista

  4. Per ora Ahmadinejad non ha cambiato le sue opinioni sul ‘diritto al nucleare’ (nonostante il trattato di non-proliferazione sottoscritto nel 1970) o sullo stato di Israele (da cancellare dalle mappe) perciò mi sembra che la sua posizione sia oltranzista (definizione: sostenitore intransigente di opinioni, portate alle estreme conseguenze; sostenitore di idee, posizioni radicali, estremistiche). Guardando alla definizione mi sembra descriva bene la posizione di Ahmadinejad. Certo, la posizione di Israele (specie con lo spostamento a destra e il governo Nethanyau) è decisamente per l’opzione militare. Oltre tutto personalmente non credo che si possano mettere sullo stesso piano le due linee politiche di Israele e dell’Iran sulla questione. Ma non capisco perchè esprimere un giudizio sulle posizioni dell’Iran deve per forza essere compensato con un uguale giudizio nei confronti di Israele.

  5. L’opzione militare israeliana non è abbastanza oltranzista ? La tua definizione sembra calzare a pennello. Quanto alle compensazioni di giudizio, non capisco perchè mischiare constatazioni – isolamento dell’Iran, Russia, Obama e altro – con opinioni partigiane, da comitaticchio parrocchiale.

  6. Caro Gilberto, Enrico ha espresso, in modo civile e pacato, le sue proprie argomentazioni in merito a una questione, penso che condividerai con me, complessa e problematica. Ricorrere agli insulti per controbattere non è, invece, nè civile nè pacato, e casomai insinua la debolezza delle tue convinzioni.

  7. Jilberto, non Gilberto. Questo blog è patentemente atlantista, e il post Un gioco a somma azero furbamente fazioso.

  8. Non credo sia il caso di commentare oltre. E’ inutile proseguire questo processo alle intenzioni costruito su prove immaginarie. Il dibattito è sempre benvenuto se è costruttivo, ma in questo caso le critiche mi sembrano completamente fine a se stesse, un parlarsi addosso senza una reale ragione. Pazienza, un’occasione persa.

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