ROULETTE RUSSA


Autore: Enrico

La situazione sul fronte della crisi iraniana si fa sempre più mobile dopo il lavorìo diplomatico avviato da Barack Obama poco dopo il suo insediamento. Come già ricordato in precedenza, nella partita Mosca gioca un ruolo chiave.
La Russia (tramite la statale Rosatom) è fornitore semi-esclusivo di combustibile nucleare, sofisticati componenti e know-how per l’industria nucleare (che hanno portato alle prove tecniche di attivazione del reattore di Busher).
Ma Mosca non si limita a questo: ha sottoscritto con Tehran anche un contratto da 100 milioni di $ per la fornitura di avanzate difese antiaeree (S300), che permetterebbero a Tehran di contrastare con efficacia un eventuale attacco dall’aria. Su questa fornitura si coagulano dubbi sia a Washington che al Cremlino.
Gli USA, divisi tra i sostenitori della linea dura (enturage di Hillary in primis) e i pragmatici (guidati da Gates e alcuni generali), sono indecisi su come interpretare i segnali di Mosca. Da un lato la grave crisi economica russa (col crollo del 30% del rublo), rende Mosca malleabile ad una ritirata sul fronte iraniano. Non a caso recentemente Vladimir Dvorkin, capo del centro di ricerca sulle armi atomiche dell’accademia delle scienze di Mosca ed ex-generale in capo delle armi atomiche, ha dichiarato (Mar 12) che Tehran potrebbe produrre l’atomica in 1-2 anni, permettendogli di rafforzare il suo supporto ad Hamas ed
Hezbollah. Una dichiarazione esplicita mai sentita finora da una fonte vicina al Cremlino. Il 10 Marzo l’agenzia russa Interfax aveva annunciato che ‘Mosca potrebbe rivedere le forniture della contraerea a Tehran se verrà così deciso al massimo livello politico’. Una perifrasi per dire che la questione è oggetto di dibattito nelle stanze del potere moscovita. Queste dichiarazioni potrebbero segnalare un riavvicinamento tra USA e Russia in seguito all’offerta di Obama
di uno stop allo scudo antimissile se Mosca avesse interrotto il supporto strategico all’Iran. La partita però Mosca la gioca anche su un altro tavolo: report dell’intelligence USA e del Mossad segnalano che, nonostante la promessa di sospendere le forniture degli S300 all’Iran, i primi pezzi sono iniziati ad arrivare (anche se il Cremlino smentisce, dicendo che “il contratto viene rispettato gradualmente”). La corsa al nucleare di Tehran sta spingendo gli altri stati del Golfo a cercare dei partner per tentare l’avventura atomica: Egitto, Arabia Saudita e Kuwait sono in trattative per acquisire quote dall’1
al 5% nel gigante nucleare francese Areva (maggior produttore mondiale di reattori nucleari), garantendosi così un accesso a tecnologie prima loro precluse. Gli intenti (se sviluppare un programma civile o puntare sull’arma atomica per non restare dietro Tehran), sono tutt’altro che chiari. E’ di ieri invece la notizia di un video di auguri e di un’offerta diretta di collaborazione di Obama alla leadership Iraniana. Infatti, dopo il ritiro del riformatore Khatami dalla competizione elettorale di giugno, le quotazioni per una riconferma di Ahmadinejad sono in rialzo. In ogni caso una maggiore luce sui due tavoli di gioco su cui punta la Russia si avrà dopo il summit londinese dei presidenti dei due stati, il 2 Aprile.

fonti:
Al-Sharq Al-Awsat, London:
Senior Iranian Official: Bushehr Reactor To Begin Operating, March 2009
Debkafile, High Russian official: Moscow is gradually fulfilling S-300 air
defense contract with Iran, March 18, 2009
ANSA, Mosca, niente missili S- 300 a Iran, MOSCA 18 MAR 2009
ANSA, Iran: Khatami si ritira da elezioni, ROMA, 17 MAR
2009
The Guardian, Iran gives cautious welcome to Barack Obama video message, 20 March 2009
Iran has not decided to produce nuclear arms, US intelligence
chief IRNA, Iran has not decided to produce nuclear arms, US intelligence chief, March 11 2009
Panorama, Israele e Usa divisi sull’attacco a Teheran, 10
Dicembre 2008
Il Tempo, “L’Iran, tra due anni avrà la bomba”, 15 Marzo 2009Au

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8 responses to “ROULETTE RUSSA

  1. Anche l’Egitto? E noi che insistiamo a chiamarlo ‘paese arabo moderato’…

  2. Sì, l’Egitto ha avuto un programma nucleare almeno dal 1960, abbandonato nel 1967 dopo la guerra con Israele. Firma il trattato di non proliferazione nel 1968, e lo ratifica nel 1981, ma mantiene dal 1961 un reattore sperimentale a Inshas, vicino al Cairo. Dal 2006 si parla di una ripresa del programma per dotarsi di centrali nucleari, ma il timore è che la corsa alla bomba dell’Iran (sciita) inneschi una corsa alla proliferazione dei programmi nucleari militari (sunniti) nella zona, nel tentativo di non perdere l’egemonia regionale. Diversamente dall’Iran, il programma egiziano è però aperto agli ispettori dell’AIEA. Altro discorso è considerare moderato con una presenza importantissima di militanti e radicali islamici. Oppure con un regime antidemocratico e corrotto.

  3. Fammi indovinare: sei stato anche in Egitto.

  4. no, no… magari! però se è in Medio Oriente o in Asia Centrale qualcosa di sensato la posso dire…

  5. La Russia di Putin il censuratore – e non è l’unico – giocherebbe su due tavoli? E allora l’America, che gioca sul tavolo russo, su quello israeliano, su quello iraniano? Che lancia segnali di pace però affila le spade?

  6. Carissimo Jilberto,
    non credi di essere un attimo esagerato ? Il post di Enrico è sulla Russia, non sull’America

  7. Continuo a ripetere che non è che se uno parla di un fatto deve dire per forza tutto ciò che non va (e sicurmante ci si possono scrivere molti post) dall’altra parte.
    Non è che è un gioco a somma algebrica in cui gli elementi si annullano tra loro (un torto di qua, uno di là e si va a pari).
    Se ci atteniamo ai fatti, come ho cercato di fare nel mio post, forse riusciamo ad impostare un dibattito utile e costruttivo. No?

  8. Ebbasta Jilberto, ‘sto tiraemolla è inspportabile, hanno capito tutti che non sei d’accordo con Enrico

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