CAUCAOS NUCLEARE


Autore: Enrico

Da alcuni anni si sente parlare di progetti nucleari fra i monti del Caucaso. L’Armenia, con la sua obsoleta centrale di Metsamor,
costruita negli anni ’70 con tecnologie sovietiche e mai più rinnovata, cerca una via d’uscita all’impasse energetica. Da un lato le preoccupazioni dovute alla sismicità dell’area intorno a Yerevan impongono una rapida chiusura dei due reattori di Metsamor (gestiti dai russi dal 2003), che con i loro 800 MW forniscono il 40% del fabbisogno del paese, dall’altra i costi e la fattibilità di una nuova centrale sono ancora poco chiari.
L’esborso previsto per un nuovo impianto da 1200-1500 MW oscilla tra i 4.2 e i 7.2 miliardi di $ (il PIL è di 8 miliardi di $), con lavori che potrebbero iniziare nel 2011 e concludersi nel 2017, appena un anno dopo la fine del combustibile impiegato a Metsamor. L’Armenia ha disperatamente bisogno di mantenere l’indipendenza energetica per
non sottostare ai ricatti di Turchia e Azerbaijan e per questo ha già rifiutato nel settembre 2007 un contributo dell’Euratom di 200 milioni di $ per chiudere la centrale di Metsamor.
Gli USA hanno risposto all’annuncio dei piani energetici per la nuova centrale con un sostegno diplomatico e uno studio di fattibilità, mentre il governo di Robert Kocharian ha approvato nel novembre
2007 un piano per la chiusura graduale di Metsamor (ma senza fissare date specifiche). Abel Aghanbegyan, dirigente dell’Accademia delle Scienze Russa, sostiene che il surplus energetico derivato dal nuovo reattore darebbe a Yerevan un grosso vantaggio geopolitico, oltre che un notevole potenziale per l’export.
Il nuovo presidente Serzh Sargsyan, eletto nel 2008, si scontra ora con la necessità di finanziare il progetto, cercando partner industriali: la gara che parte il 1° aprile vedrà probabilmente ai blocchi di partenza anche degli investitori turchi, cosa che ha suscitato un violento dibattito a Yerevan.
Nonostante il boom del commercio tra i due stati ($251.2 milioni nel 2007), 3 questioni vedono ancora fronteggiarsi Ankara e l’Armenia:
1. Il mancato riconoscimento del genocidio armeno nei primi anni del ‘900.
2. La chiusura della frontiera turco-armena che permane dal 1993.
3. Il sostegno alle posizioni dell’Azerbaijan nel conflitto del Nagorno-Karabakh.
Gli attriti tra i due paesi sono ancora molto forti, ma i passi avanti sono visibili, e le alleanze storiche (la Turchia con i Paesi Nato e l’Armenia con il Cremlino) sono più mobili che mai, vista gli intrecci di interessi geopolitici e economici nell’area.
Entrambi i paesi beneficerebbero di un accordo di grande respiro, e le dichiarazioni del 20 Marzo del ministro dell’Energia di Yerevan, Armen Movsisian, per cui “tutti gli stati possono prendere parte alla costruzione della centrale nucleare, compresa la Turchia” lasciano ben sperare sull’atteggiamento di apertura. I non entusiasmanti risultati dell’AKP nelle elezioni amministrative di Marzo però potrebbero rendere difficili ulteriori aperture di Erdogan verso l’Armenia. Contemporaneamente, in Azerbaijan i progetti e gli studi per impiantare un reattore nucleare, desiderato fin dagli anni ’70, sono già in fase avanzata: un reattore sperimentale da 10-15 MW sta per essere costruito, con il placet dell’AIEA, poco lontano da Baku.
I lavori per la prima centrale Azera dovrebbero iniziare nel 2011-2012, anche se la decisione definitiva sarà presa dal presidente Aliyev solo nel 2011.
I primi 6 tecnici nucleari azeri sono già in Russia, Francia, Austria e USA per ricevere training specifici. Entrambi i paesi sono impegnati nella disputa del Nagorno-Karabakh, e se la centrale già presente in Armenia è obsoleta e oggetto di pressioni internazionali, l’Azerbaijan deve riprogettare la sua politica energetica, dato che l’export di petrolio del Caspio è destinato a declinare nel prossimo futuro, e nessuno dei due stati vuole rimanere indietro rispetto all’altro.
In ogni caso, nonostante i due paesi non si dichiarino –per ora- interessati a sviluppare un programma nucleare militare, e l’AIEA sembri soddisfatta delle promesse dei due contendenti, l’area centro-asiatica (Iran incluso) sembra il parco-giochi per una nuova proliferazione.

Eurasianet.
org, Armenia and Turkey: can nuclear power become a force that binds two enemies?, 31 Mar 2009
J. Daly, Analysis: Armenia’s nuclear power plant may soon use indigenous fuel, 27 Mar 09, UPI
RIA-Novosti, Armenia announces tender for nuclear reactor, 23 Feb 09
AFP, Armenia to continue operating nuclear reactor in quake zone, 22 Dec 03
PanArmenian.net, Euroatom allocated 200mln euros for closing Metsamor NPP, 25 Mar 07
Regnum news agency, Azerbaijan will complete construction of nuclear reactor, 27 Set 07
Eurasianet.org, Azerbaijangets ready to go nuclear, 28 Jul 08
The Messenger, Azerbaijan to build nuclear reactor, 10 Dec 08
ARKA, Russian academician: new NPP to give Armenia Geopolitical Advantage, 23 Oct 08
ARKA, Construction of Armenian NPP may cost e az$4 Bln, energy minister says, 16 Sep 08

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8 responses to “CAUCAOS NUCLEARE

  1. Insomma hanno diritto a dotarsi del nucleare solo i paesi occidentali, Armenia e Azerbagian possono sopportarlo qualche blackout

  2. Ma è assurdo che mi si critichi per cose che non ho detto: non si parla mai di ‘diritto al nucleare’ nel post, si descrive la situazione di due paesi rispetto all’argomento. Oltre tutto l’Armenia ha già il nucleare… non ho mai espresso un giudizio sulle aspirazioni di Armenia e Azerbaijan… non capisco perchè si voglia criticare ad ogni costo…

  3. In ogni caso, nonostante i due paesi non si dichiarino –per ora- interessati a sviluppare un programma nucleare militare, e l’AIEA sembri soddisfatta delle promesse dei due contendenti, l’area centro-asiatica (Iran incluso) sembra il parco-giochi per una nuova proliferazione

  4. continuo a dire: non c’è un giudizio, c’è la constatazione che il moltiplicarsi dei programmi nucleari è la premessa necessaria per una nuova proliferazione… non mi sembra un’eresia, mi sembra buon senso… Ribadisco, non c’è giudizio, anche il nucleare italiano sarebbe una premessa… ovviamente se gli stati sono in guerra (come Armenia e Azerbaijan) la tentazione dell’atomica è molto più forte… sbaglio?

  5. Mio padre è armeno, e posso assicurarvi che le uniche necessità dell’Armenia sono flussi di energia sicuri senza dipendere da nessuno. Nessuno vuole dotarsi dei missili nucleari, il pericolo casomai viene dagli azeri e dai turchi.

  6. Sì, ovviamente visto il budget dell’Armenia un programma nucleare militare (e anche solo la costruzione di una centrale) sarebbe molto costoso e difficile da realizzare. Ma se il nucleare è civile e accetta gli ispettori, Yerevan può accedere ai finanziamenti di UE, Banca Mondiale e AIEA. Diverso è il caso di Azerbaijan (aiutato dai flussi di petroldollari) e della Turchia, che da sempre ha ambizioni di primato dell’area (e i soldi per svilupparle).

  7. Da quando i turchi non si fanno più condizionare e mostrano un po’ di indipendezna gli atlantisti filoamericani come te li accusano di ogni male – – come puoi scrivere che la Turchia ambisce al primato quando gli americani hanno invaso 2 stati della regione ?

  8. Mi sembra evidente che gli USA non possano ambire al primato regionale, visto che non sono geograficamente nella regione. Diverse sono le considerazione sul ruolo geostrategico che vogliono avere… Sono due cose piuttosto differenti, politicamente e praticamente… Da sempre (Impero Ottomano) i Turchi ambiscono ad avere un ruolo guida nella regione (che è abitata da milioni di persone che parlano dialetti turchi in Azerbaijan, Iran, Turkmenistan ad esempio); mi sembra anche abbastanza evidente dalla loro condotta.

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