DANZE MOLDAVE


Autore: Enrico

Le elezioni parlamentari del 5 aprile sono state per la Moldavia le più contestate dalla sua nascita dalle ceneri dell’Unione Sovietica, nel 1991. Il presidente comunista Vladimir Voronin, in carica dal 2001, si prefigge di risollevare l’economia del paese più povero d’Europa (il salario medio mensile è inferiore ai 90€), di risolvere l’annoso conflitto in Transistria e di mantenere buoni rapporti con l’UE e la Russia. Impresa difficile, per un paese prigioniero del suo passato. I maggiori impianti industriali sono nella striscia tra Dnestr e Ucraina, controllata dalle milizie del presidente autoproclamato Igor Smirnoff. Smirnoff, che controlla l’economia della regione con la sua impresa Sheriff beneficia del fatto che la presenza di 1400 soldati russi eredità della presenza sovietica, e del fatto di essere un alleato strategico della Russia in seno ad un paese al confine con l’UE. Dopo la diffusione dei risultati elettorali (oltre il 50% per la riconferma del partito comunista), il partito liberale ha manifestato in piazza a Chisinau (incendiando alcuni locali del Parlamento, con un morto), e ha scatenato la repressione delle autorità (200 arresti tra gli oppositori). L’opposizione protestava per i brogli (poi in parte verificati dall’OSCE), e chiedeva l’ingresso nell’UE tramite l’unione alla Romania. Che la leadership di Voronin non sia esente da critiche su democraticità e corruzione è opinione di molti anche fuori dalla Moldavia, ma ovviamente la questione è più complessa. I nazionalisti Romeni gongolano, e il braccio di ferro sui passaporti che Bucarest vorrebbe dare ai Moldavi di etnia romena (più di 1 milione) è ancora lungi dal venire chiuso, fomentando la rabbia di chi a Bruxelles vuole evitare una nuova ondata di poveri con un passaporto UE. Oltretutto lo schema di dare passaporti a cittadini di uno stato estero è stato lo stesso usato dal Cremlino in Sud Ossezia, fornendo a Putin un alibi per proteggere i suoi ‘cittadini’ in Georgia. Voronin ha subito accusato Bucarest di complotto, e l’Ucraina ha concesso l’estradizione per 2 sospetti complottisti moldavi rifugiati ad Odessa. Il riconteggio dei voti, ordinato da Voronin, ha però confermato i risultati delle elezioni, e la piazza di Chisinau è ormai vuota da giorni. Ma è Voronin che ora spinge per l’ingresso nell’UE: sa che la pressione interna è forte e gli USA sarebbero favorevoli ad allontanare il paese da Mosca (non a caso la rivolta è stata definita da Medvedev ‘mostruosa’). Senza risolvere le questioni territoriali, Chisinau è dipendente dalle forniture di elettricità di Romania e Transistria e dalle rimesse di chi lavora in Europa. Ovviamente però l’unione alla Romania sarebbe molto più difficile da ottenere (e non è negli interessi di Voronin), sia per le pressioni dell’UE, sia per il rischio di irritare il Cremlino. Oltre tutto, senza la soluzione della questione della Transistria ogni sviluppo politico nella zona è fuori discussione. Voronin e Smirnoff non hanno fatto che scambiarsi accuse anche sul tavolo 5+2 del 2008 con Russia, Ucraina, OSCE, UE e USA, tavolo che doveva portare alla soluzione della questione, e nessuno dei due è disposto a cedere il suo potere, in particolare Smirnoff, che ha dalla sua il discreto sostegno di Mosca. D’altra parte la Moldavia è ben lungi dal soddisfare gli standard Europei sia dal punto di vista legislativo, sia dal punto di vista democratico. Le pedine che si muovono tra Chisinau, Mosca, Bucarest e Bruxelles saranno un buon test per capire chi comanda davvero sul confine a est dell’Unione Europea.

Qualche riferimento:
AP, Moldova Starts Recount as OSCE Sees Abuses, 17 Apr
AP, Moldova wants to become EU member soon, 25 Apr
Ria Novosti, Russian president calls riots in Moldova ‘monstrous’ , 17 Apr
Austrian Times, Pledge on EU passports remains as million Moldovans to head to UK, 23 Apr
VOA News, Is Election Crisis in Moldova Part of a Pattern in Post-Soviet Republics?, 24 Apr

Advertisements

3 responses to “DANZE MOLDAVE

  1. Professor Federleg

    Concordo pienamente.

    Federleg

  2. Chi vuoi che comandi ? L’America che ora cerca di pigliarsi anche l’ultimo stato-satellite della Russia.

  3. In definitiva è la lotta sui confini di varie sfere di influenza: in questo caso c’è di mezzo uno stato che è storicamente europeo, ma a lungo legato politicamente alla Russia, e molto importante per il contrasto USA verso il potere del Cremlino. In più la complessità della zona è aggravata dalla turbolenta questione della Transnistria, dal vicino porto di Odessa (enorme hub di traffici poco leciti) e dallo scontro USA-Russia in Ucraina. Comunque Jilberto la Russia ha ancora posizioni di forza in Kirghizistan, Turkmenistan e Uzbekistan, con grosse teste di ponte in Armenia e Tajikistan, e ha la Bielorussia come alleato-chiave in Europa. Però se uno showdown ci sarà, probabilmente sarà intorno alla piccola Moldavia (o in Ucraina).

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s