NABUCCO, OPERETTA OCCIDENTALE


Autore: Enrico

Quando la Russia spadroneggiava sui mercati mondiali di petrolio e gas, riempiendo le casse di Gazprom (e quindi gonfiando il bilancio statale) con utili record di un gas a oltre 480$ per 1000m3 e il petrolio che veleggiava sui 140$ al barile, il problema più grosso di Medvedev e Putin era come impiegare i soldi. Ora che il petrolio viaggia sotto i 60$ al barile e il gas che ha toccato i 240$, Gazprom, gli oligarchi russi e la leadership del Cremlino vedono franare i sogni di ricchezza e potere progettati sulle rive della Moscova. In un recente articolo del New York Times, viene sottolineato come la politica dei contratti di lungo termine ad un prezzo fissato sia ora estremamente deleteria per gli affari di Gazprom. I contratti prevedevano prezzi di favore (all’epoca) per gli stati dell’orbita russa ma ora che la domanda di gas è scesa, ogni barile o metro cubo non venduto a prezzo di mercato può provocare una perdita netta per la società statale monopolista dell’energia russa. Oltre tutto i prezzi del gas pagati ai fornitori da Gazprom sono circa a 340$ nel 2009, poiché determinati con una formula in cui entra anche il prezzo del petrolio di 6 mesi prima. A fronte di questi prezzi Gazprom ha contratti di lungo termine con l’Ucraina a 230$ e con l’Europa in media a 280$. Oltre tutto in molti casi gli adeguamenti infrastrutturali e gli investimenti promessi da Gazprom e finanziati a debito sono un peso devastante per la profittabilità e una rischiosa scommessa per le casse della società. I russi sono stati e sono tutt’ora molto gelosi del loro monopolio sulle forniture di gas all’Europa, e si sono a lungo opposti a progetti di pipeline alternative, che bypassassero il territorio russo: o blandendo gli stati coinvolti (fornitori o destinatari di gas) con faraonici progetti e incentivi economici, o minacciando di inasprire le relazioni e non supportando il governo ‘dissidente’. Ora una sequenza di eventi minaccia i piani monopolistici del Cremlino: l’8 aprile si sono riuniti a Praga nel Southern Corridor Summit alcuni stati coinvolti nel progetto Nabucco, una pipeline di 3.300 km che porterebbe il gas del Caspio attraverso Azerbaijan, Georgia, Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria fino all’affamato mercato europeo. Gli USA si sono spesi negli ultimi anni a favore del progetto (che aiuterebbe stati alleati come la Georgia e la Turchia con le royalties e le commesse per la costruzione del gasdotto) e indebolirebbe la posizione di Mosca in Asia Centrale, Asia e Medio Oriente. Anche l’UE è della partita, convinta che diversificare potrebbe risolvere i problemi geopolitici connessi al monopolio russo (ma non tutti gli stati membri sono fortemente a favore del progetto). L’Azerbaijan, che insieme alla Georgia, alla Turchia e all’Egitto (tutti alleati USA) ha firmato l’intesa praghese, l’estate scorsa (dopo la guerra in Georgia) stava valutando seriamente la proposta di Gazprom di vendere l’intera produzione di gas del paese: una decisione controversa che da una spinta decisiva al progetto. La notte del 9 Aprile una porzione del gasdotto che trasporta il gas dall’Asia Centrale alla Russia è esplosa in Turkmenistan (per cause non del tutto chiare). Le valvole verso la Russia erano ancora chiuse il 1° aprile e secondo diversi report il flusso non è ancora ripreso regolarmente. Ma l’incidente ha evidenziato la carenza di alternative per il gas Turkmeno: pochi giorni dopo l’incidente è stato firmato un accordo con la società tedesca RWE (che partecipa al consorzio Nabucco) per l’esplorazione e lo sfruttamento di una parte del Caspio Turkmeno. Se questo livello dei prezzi dovesse continuare, Gazprom potrebbe essere costretta a chiedere soldi al governo russo o al mercato per far fronte alle perdite previste nel 2009 e 2010.

Fonti:
The New York Times – Falling Gas Prices Deny Russia a Lever of Power, 18 May 2009
http://www.geotimes.ge/index.php?m=home&newsid=16549

EIA spot prices index
http://tonto.eia.doe.gov/dnav/pet/pet_pri_spt_s1_d.htm

Charter97.org, “Gazprom”: In 2009 gas price for Belarus to be equal to $240 per thousand cubic metre, 15 Dec 2009 http://www.charter97.org/en/news/2008/12/15/13090/

APA, Southern Corridor Summit Declaration signed in Prague, 8 May 2009
http://en.apa.az/news.php?id=101907

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26 responses to “NABUCCO, OPERETTA OCCIDENTALE

  1. Sembra che tu tifi per il collasso finanziario della Russia . . .

  2. Affatto, però le notizie consistono nel riportare quello che accade, e queste sono quelle provenienti dall’area di cui mi occupo maggiormente. Poi cambiare i fatti è una pratica piuttosto in voga ultimamamente, ma non mi piace praticarla.

  3. Ci sono modi diversi di riportare i fatti, tu usi sempre il solito noto filtro atlantista

  4. Giuseppe Guolo

    Caro Jilberto,
    qualche volta mi piace visitare questo blog, e leggere i post. Trovo sempre qualche tuo commentino irritante, è mai possibile che tu non riesci a morderti la lingua ???

  5. Lo dico sinceramente, mi fa sempre molto piacere quando assieme alle critiche arrivano anche i suggerimenti… Quindi ti invito a riportare qui gli stessi fatti secondo il tuo punto di vista… si può sempre imparare qualcosa e correggersi, no?

  6. Condivido poco la diagnosi.
    La Gazprom ha enormi possibilità di sviluppo e un kh di eccellenza ecco perchè non dovrà cheidere quattrini al Cremlino ma anzi ne tornerà a dare nel 2010

  7. Sì, sicuramente a livello di giacimenti (aumenterà di 10-20% il proprio output) o di know-how (tra i migliori -e più economici- ingegneri e geologi del mondo. Questo non bisogna dimenticarlo. Ma se persisterà la tensione per le forniture con l’Europa, (e se i prezzi resteranno così bassi è più che probabile) e se i progetti di sganciamento dalla dipendenza russa andranno lentamente in porto, Gazprom potrebbe -sottolineo: potrebbe- non essere profittevole nel 2010. Oltretutto nel medio periodo il potenziale d’estrazione del NordAfrica è incredibilmente maggiore (e più comodo per l’Europa).

  8. Sbaglia posto . . . il Nord Africa è instabile e rischia di esplodere fatti un giro a Tripoli e vedi quanto fanatici sono quelli

  9. Sì, sono d’accordo, i rischi geopolitici del Nord Africa sono ben maggiori… Bisognerà vedere come evolveranno gli accordi per le pipeline/rigassificatori etc. da lì si avrà anche un buon feedback su quali sono i progetti geopolitici per la regione… Sicuramente nel breve/medio periodo la Russia sarà il fornitore quasi esclusivo (se si esclude il gas che viene da Shah-Deniz nel Caspio)

  10. X KORSAKOZ: il pericolo maggiore è l’Algeria una dittatura in bilico tra estremismo islamico e anarchia
    X ENRICO: anche nel lungo periodo perchè comunque il gas e il petrolio nordafricani serviranno ai nordafricani sempre più

  11. Sei pieno di buone idee, sul serio . . . scommetto che sei il tipo convinto che l’Europa possa procurarsi la sua energia da pannelli solari nel dererto del Sahara

  12. AH AH AH perdonami Enrico ma le tue non troppo ben scritte affermazioni suscitano in me un ilarità incontenibile, è scritto nel Libro della Storia che il Nabucco si rivelerà un faraonico buco nell’acqua, ma tu credi alla propaganda fritta e rifritta del New York Times e di Voice of America

  13. No anzi, barattiamo il gas russo con il petrolio irakeno quello sì che ce lo garantisce il buon vecchio Zio Sam

  14. Jilberto, te la suoni e te la canti… menomale che ci sei tu…

  15. Ti sta antipatica la verità non convenzionale ammettilo

  16. Jilberto, il problema, come tu stesso scrivi, è che non sei disposto a mettere in discussione la tua verità (anche se non convenzionale), non è una questione di simpatie e antipatie. Poi mi sembra di aver sentito molto sarcasmo, invettive e ideologia e poche argomentazioni e dati. Ribadisco, sono sempre in attesa di sentire la tua versione dei fatti (argomentata però).

  17. Wonderfulla, forse il libro della Storia parlava anche del Baku-Tbilisi-Ceyhan? perchè anche quello secondo NYT e Voice of America di sarebbe fatto… comunque staremo a vedere, le mie sono solo opinioni (assieme alle invettive attendo anche i tuoi argomenti).

  18. la russia è un gigante con i piedi di argilla lo dimostra questo post e chi come jilberto scrive il contrario mente sapendo di mentire

  19. Si ricorda a tutti i frequentatori del blog che vige sempre una regola aura: il rispetto dell’interlocutore, a prescindere da quanto stupide possano apparire le sue idee
    grazie

  20. è Enrico che non rispetta me offendnedomi con le sue distorsioni e il suo sarcasmo !

  21. Jilberto, pensi che io non sappia leggere ? I fatti sono semplici:
    1) Enrico scrive un post
    2) tu lo accusi di atlantismo
    3) Enrico respinge le tue accuse
    4)tu lo dipingi come un ecologista ingenuo
    5) lui ti risponde brevemente
    6) tu lo accusi di respingere la verità non convenzionale
    7) Enrico ti chiede dei fatti
    8) io intervengo, ricordando che la buona educazione è condicio sine qua non di qualsiasi discussione, anche accesa. Un conto è demolire le argomentazione dell’avversario, un conto è offenderlo
    spero di essere stato chiaro

  22. Jilberto, non ti permetto di dire che prendo in giro i lettori. Non lo accetto, e sai di essere in cattiva fede.

    Le mie tesi sono condivise da molti, suffragate da decine di fonti e sostenute da un ragionamento, condivisibile o meno che sia. Da parte tua ho sentito solo invettive e offese senza fondamento. Spero che te ne renda conto, in caso contrario, non sei obbligato a frequentare questo blog.

  23. l’handicap di internet è che molti usano i blog e i forum per sfogare le loro frustrazioni. Jilberto si commenta da sè

  24. Certo non si può dire che il post sia equilibrato, però evidenzia un punto importante, that is la debolezza della Grande Madre Russia alla recessione globale

  25. Il progetto Nabucco è abortito ancor prima di esistere perchè non lo vuole nemmeno la Germania e la Francia gli unicic a volerlo sono gli aemricani che sperano di dare un bel regalo alla exxon e alla chevron

  26. Madr5e tu cosa intendi per equilibrato? probabilmente alcune espressioni non erano ben scritte, ma ho riportato dati e fatti.

    Terenzio, sicuramente la Germania è più interessata al North-Stream, e l’Italia è sicuramente a favore del South-Stream (già siglato l’accordo Eni-Gazprom). Ma tutta l’Europa dell’Est e l’UK sono a favore, per non parlare della Turchia e degli altri paesi da cui dovrebbe transitare la pipeline. Non mi sembra poco (specie perchè le imprese di UK e USA da sole potrebbero finanziare tutto), e inoltre l’UE (che metterebbe altri fondi per il tratto europeo) spinge per la diversificazione delle fonti. Nel consorzio Nabucco inoltre non c’è nemmeno un’impresa americana. Vero è che le commesse per la costruzione, le concessioni e il potenziamento dello sfruttamento campi petroliferi presumibilmente vedrebbero in pole position imprese USA/UK.

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