LIBERA STAMPA IN LIBERO (?) STATO


Autore: Enrico

Sembrava aver riaperto il quotidiano riformista ‘Yas No’, dopo 6 anni dalla sua prima chiusura, dovuta ad un articolo della minoranza parlamentare riformista in cui si criticava la posizione della Guida Suprema Ayatollah Khamenei riguardo alla non ammissione di molti candidati riformisti alle elezioni 2004. Ma non è durato nemmeno 2 giorni il sogno di Mohammad Naimipur, di sostenere il candidato riformista Mir-Hossein Mousavi attraverso le colonne del suo giornale. Il procuratore di Tehran Saeed Mortazavi, soprannominato il ‘macellaio della stampa’ ne ha ordinato la chiusura dopo un solo numero, colpendo duramente il campo riformista che ha visto decimati i suoi giornali a partire dal 1990 dallo stesso Mortazavi e che ha difficile accesso alle Tv, che in Iran sono tutte statali. I giornalisti, che si aspettavano prima o poi la chiusura, sono sorpresi della tempestività del provvedimento: forse -dicono- non è piaciuto l’articolo di apertura, intitolato ‘Khatami-Mousavi per l’Iran’. Mousavi sembra essere il principale avversario del presidente Mahmoud Ahmadinejad nelle elezioni del 12 Giugno. Molti osservatori stanno vedendo le avvisaglie di un irrigidimento dei conservatori per paura che in seguito all’elezione di un riformista cambi la struttura del potere in Iran. I riformisti che fanno capo a Khatami e all’ex premier Mousavi non hanno al momento alcuna pubblicazione permessa nelle edicole, al contrario dei conservatori che ne possono vantare decine. Alcuni rapporti parlano del lancio entro pochi giorni da parte dello stesso Mousavi di un suo giornale, ‘Kalameh Sabz’ (Mondo verde). Intanto il 17 maggio il ministro della Cultura ha esortato la stampa a promuovere l’attenzione e la mobilitazione sulle elezioni, ma ‘a fare attenzione a non rompere il orientamenti etici e culturali della società quando riportano notizie concernenti le elezioni’. Un criptico messaggio che potrebbe essere un avvertimento a chi tra i riformisti spera in una corsa priva di ostacoli.

Fonti

Eurasianet.org, Iranian reformist daily banned one day after relaunch, 17 May 2009
http://www.eurasianet.org/departments/insight/articles/pp051709.shtml

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8 responses to “LIBERA STAMPA IN LIBERO (?) STATO

  1. Stai pur certo che vince Musavi in Iran sono stufi della corruzione e della stupidità dei conservatori

  2. Infatti è dato in vantaggio dai sondaggi (informali) fatti sulla working class… Invece ovviamente nelle campagne è avanti il populista Ahmadinejad. Sarà una battaglia dura, specie perchè il clan dei conservatori farà di tutto per rimanere in sella (e da dove deciderà di fermarsi dipende molto del futuro dell’Iran). Sarebbe un bel segnale dell’Iran riformista e desideroso di aprirsi, dopo questi anni di governo disastroso.

  3. Tifate contro i conservatori solo perchè i moderati sono proni ai diktat yankee, ma le vostre sono pie illusioni

  4. Jilberto quella che ripeti è la propaganda di Ahmadinejad -non proprio imparziale eh-, in ogni caso come fai a dirlo? Se hai le prove è uno scoop mondiale! Mousavi (discendente del profeta e devoto dell’Islam) ha un programma concentrato sulla politica interna e decisamente riformista, riguardo alla politica estera l’unica apertura è la disponibilità a colloqui diretti. In ogni caso l’Iran sta indubitabilmente peggio ora di 4 anni fa, è isolato e sull’orlo di una guerra, la gente è più povera e la società meno libera. Te lo può confermare gran parte degli abitanti di Tehran.

  5. Tu vivi a Teheran ? Se è così frequenti solo i club per ricchi e i circoli degli occidentali

  6. No al momento non ci vivo ma conosco molti iraniani (in patria e all’estero). Ti assicuro che non è gente da club per occidentali o per ricchi. Jilberto se mi permetti di darti un consiglio, cerca di immaginare che la realtà a volte non sia o bianca o nera, con buoni o cattivi…

  7. CREDO CHE DOPO IL CASO DI ROXANNA SABERI SIAMO TUTTI AUTORIZZATI A DIFFIDARE DEGLI AYATOLLAH. MOLTI IRANIANI RIMPIANGONO LO SHAH ANCHE QUESTO VORRA’ DIRE QUALCHE COSA NO JILBERTO ?

  8. Terenzio tu sogni a occhi aperti, guarda che in Iran non c’è democrazia è come la Corea del Nord o Cuba

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