Monthly Archives: June 2009

AGGIORNAMENTI IN DIRETTA DA TEHERAN

fonte: Enrico

Per una copertura in diretta e gli aggiornamenti e il link riguardo alla rivolta in Iran, segui Enrico su Twitter. Lo trovi online all’indirizzo http://twitter.com/enricolabriola

Aggiornamenti hour-by-hour sulla situzione a Tehran
Grazie
EL

COLPO DI STATO A TEHERAN

autore: Enrico

Ricevo e inoltro da più di una fonte in Iran (scusate la schematicità, ma è quanto di meglio riesca per la chiarezza):

* Nella notte fra il 12 e il 13 Giugno, dopo un’affluenza record del 82% (considerata un forte segnale di una vittoria riformista), Mousavi all’ora di chiusura dei seggi convoca la stampa denunciando brogli (milioni di persone a cui è stato negato il diritto di voto, osservatori delle liste d’opposizione cacciati dai seggi, 7 milioni di schede in più stampate, irregolarità nelle commissioni elettorali). Nonostante questo, il 54% dei voti, secondo le proiezioni sono per lui. Pochi minuti dopo, una conferenza stampa convocata a sorpresa dalla commissione elettorale, dichiara che con una percentuale di schede scrutinate di oltre il 20% (ma molti seggi erano ancora aperti per votare), il 69% dei voti va ad Ahmadinejad, e solo una percentuale sotto il 30 a Mousavi. Nella notte, i supporter dei due candidati si confrontano nelle strade di Tehran, entrambi convinti di aver vinto. Mousavi ribadisce che ci sono state irregolarità e brogli, e che il risultato non è quello vero. Ahamdinejad accetta la vittoria e proclama di essere il presidente di tutti, liquidando le accuse come infondate (come fa il capo della Commissione Elettorale, dicendo che sarebbero considerate uno ‘scherzo’ dagli iraniani). Ahamdinejad incassa anche l’appoggio della Guida Suprema Khamenei, che lo proclama vincitore e liquida le accuse di brogli.
* Scontri di piazza e proteste a Tehran contro l’esito delle elezioni proseguono da due giorni, facendo seguito alla richiesta di annullamento e di indagine da parte di Mousavi. Un poliziotto è stato salvato dal linciaggio dopo le violente repressioni e gli arresti di dimostranti. La tensione è palpabile e la polizia in assetto antisommossa ha sparato in aria per disperdere i manifestanti, ma ci sarebbe già il primo morto civile dovuto ad un colpo d’arma da fuoco. Anche i Pasdaran e i Basji (milizia di studenti islamici in borghese) hanno contribuito nel riportare l’ordine. I membri dell’opposizione denunciano anche la presenza di ‘provocatori’ in borghese che danno fuoco a esercizi commerciali e banche.
* I membri dell’opposizione hanno le case sorvegliate e molti sono stati arrestati preventivamente dalle autorità. La polizia ha fatto irruzione nella casa di Mustafà Tajzadeh, ex ministro degli interni e capo del fronte riformatore Musharekat, e l’ha arrestato. Anche lo stato maggiore del Musharekat è agli arresti, compreso il fratello di Khatami. Ora antrambi sembra siano stati rilasciati.
* La moglie di Mousavi al telefono pare aver confermato che la protesta continuerà su un piano pacifico. Forse martedì o mercoledì sarà proclamato uno sciopero generale contro il risultato delle elezioni.
* Un comizio di Mousavi con i suoi sostenitori a Tehran è stato vietato, e Mousavi ha rimandato la manifestazione, accogliendo l’invito di Khamenei ad ‘agire con calma, usando le vie legali’
* Alle troupe straniere è proibito filmare gli scontri (due giornalisti olandesi e alcuni spagnoli espulsi). I giornalisti tedeschi di ZDF e ARD sono guardati a vista da miliziani. Agli stranieri non vengono prolungati i visti per restare nel paese, e alle frontiere le procedure di transito sono molto insaprite.
* La BBC e altre reti estere riportano un oscuramento dei loro canali e delle radio estere in Iran, per limitare la diffusione di informazioni sulla rivolta.
* Oltre 170 oppositori sono stati incarcerati, considerati o implicati nelle proteste nel centro di Tehran o ‘ispiratori’ di esse.
* Mousavi è praticamente agli arresti, in quanto gli viene impedito di comunicare con attivisti politici. Solo poche telefonate sono permesse
* La polizia sta setacciando le case e gli ospedali in cui si crede vi siano membri dell’opposizione (in un ospedale ha anche aggredito il personale, lo riferisce il segretariato del Consiglio nazionale della resistenza in Iran). Lunedì mattina sono stati arrestati circa 200 familiari di giovani manifestanti incarcerati: si erano radunati davanti al tribunale rivoluzionario di Teheran per chiedere la loro liberazione.
* Il giornale di Mousavi, Kalameh Sabz, è stato messo al bando. Domenica la polizia, scrive il quotidiano riformista Sarmayeh, ha fatto irruzione nella sede del giornale, ha effettuato una perquisizione e sigillato l’edificio. Anche il giornale Velayat è stato costretto a sospendere la pubblicazione, e il giornale Asr Eghtesad era stato censurato già sabato mattina poiché prevedeva di titolare «Il verde della primavera prosegue», con riferimento al colore del partito di Mousavi.
* Da domenica è vietato l’accesso a YouTube, dove erano stati pubblicati filmati degli scontri a Teheran ripresi con i telefoni cellulari. Le linee per le interurbane e le connessioni internet vanno e vengono (ieri per quasi tutta la giornata Tehran era isolata telefonicamente) a causa del blocco alle comunicazioni.
* Da Tabriz, Ahwaz, Orumieh, Rasht, Isfahan giungono notizie di manifestazioni di massa per Mousavi, e nelle prime due i risultati sono apparsi subito palesemente incongruenti: Mousavi, di origine azera, è amatissimo nella zona a maggioranza azera del paese, che oltretutto è storicamente una zona riformista. I risultati ufficiali parziali parlerebbero anche qui di una vittoria di Ahamadinejad.