COLPO DI STATO A TEHERAN


autore: Enrico

Ricevo e inoltro da più di una fonte in Iran (scusate la schematicità, ma è quanto di meglio riesca per la chiarezza):

* Nella notte fra il 12 e il 13 Giugno, dopo un’affluenza record del 82% (considerata un forte segnale di una vittoria riformista), Mousavi all’ora di chiusura dei seggi convoca la stampa denunciando brogli (milioni di persone a cui è stato negato il diritto di voto, osservatori delle liste d’opposizione cacciati dai seggi, 7 milioni di schede in più stampate, irregolarità nelle commissioni elettorali). Nonostante questo, il 54% dei voti, secondo le proiezioni sono per lui. Pochi minuti dopo, una conferenza stampa convocata a sorpresa dalla commissione elettorale, dichiara che con una percentuale di schede scrutinate di oltre il 20% (ma molti seggi erano ancora aperti per votare), il 69% dei voti va ad Ahmadinejad, e solo una percentuale sotto il 30 a Mousavi. Nella notte, i supporter dei due candidati si confrontano nelle strade di Tehran, entrambi convinti di aver vinto. Mousavi ribadisce che ci sono state irregolarità e brogli, e che il risultato non è quello vero. Ahamdinejad accetta la vittoria e proclama di essere il presidente di tutti, liquidando le accuse come infondate (come fa il capo della Commissione Elettorale, dicendo che sarebbero considerate uno ‘scherzo’ dagli iraniani). Ahamdinejad incassa anche l’appoggio della Guida Suprema Khamenei, che lo proclama vincitore e liquida le accuse di brogli.
* Scontri di piazza e proteste a Tehran contro l’esito delle elezioni proseguono da due giorni, facendo seguito alla richiesta di annullamento e di indagine da parte di Mousavi. Un poliziotto è stato salvato dal linciaggio dopo le violente repressioni e gli arresti di dimostranti. La tensione è palpabile e la polizia in assetto antisommossa ha sparato in aria per disperdere i manifestanti, ma ci sarebbe già il primo morto civile dovuto ad un colpo d’arma da fuoco. Anche i Pasdaran e i Basji (milizia di studenti islamici in borghese) hanno contribuito nel riportare l’ordine. I membri dell’opposizione denunciano anche la presenza di ‘provocatori’ in borghese che danno fuoco a esercizi commerciali e banche.
* I membri dell’opposizione hanno le case sorvegliate e molti sono stati arrestati preventivamente dalle autorità. La polizia ha fatto irruzione nella casa di Mustafà Tajzadeh, ex ministro degli interni e capo del fronte riformatore Musharekat, e l’ha arrestato. Anche lo stato maggiore del Musharekat è agli arresti, compreso il fratello di Khatami. Ora antrambi sembra siano stati rilasciati.
* La moglie di Mousavi al telefono pare aver confermato che la protesta continuerà su un piano pacifico. Forse martedì o mercoledì sarà proclamato uno sciopero generale contro il risultato delle elezioni.
* Un comizio di Mousavi con i suoi sostenitori a Tehran è stato vietato, e Mousavi ha rimandato la manifestazione, accogliendo l’invito di Khamenei ad ‘agire con calma, usando le vie legali’
* Alle troupe straniere è proibito filmare gli scontri (due giornalisti olandesi e alcuni spagnoli espulsi). I giornalisti tedeschi di ZDF e ARD sono guardati a vista da miliziani. Agli stranieri non vengono prolungati i visti per restare nel paese, e alle frontiere le procedure di transito sono molto insaprite.
* La BBC e altre reti estere riportano un oscuramento dei loro canali e delle radio estere in Iran, per limitare la diffusione di informazioni sulla rivolta.
* Oltre 170 oppositori sono stati incarcerati, considerati o implicati nelle proteste nel centro di Tehran o ‘ispiratori’ di esse.
* Mousavi è praticamente agli arresti, in quanto gli viene impedito di comunicare con attivisti politici. Solo poche telefonate sono permesse
* La polizia sta setacciando le case e gli ospedali in cui si crede vi siano membri dell’opposizione (in un ospedale ha anche aggredito il personale, lo riferisce il segretariato del Consiglio nazionale della resistenza in Iran). Lunedì mattina sono stati arrestati circa 200 familiari di giovani manifestanti incarcerati: si erano radunati davanti al tribunale rivoluzionario di Teheran per chiedere la loro liberazione.
* Il giornale di Mousavi, Kalameh Sabz, è stato messo al bando. Domenica la polizia, scrive il quotidiano riformista Sarmayeh, ha fatto irruzione nella sede del giornale, ha effettuato una perquisizione e sigillato l’edificio. Anche il giornale Velayat è stato costretto a sospendere la pubblicazione, e il giornale Asr Eghtesad era stato censurato già sabato mattina poiché prevedeva di titolare «Il verde della primavera prosegue», con riferimento al colore del partito di Mousavi.
* Da domenica è vietato l’accesso a YouTube, dove erano stati pubblicati filmati degli scontri a Teheran ripresi con i telefoni cellulari. Le linee per le interurbane e le connessioni internet vanno e vengono (ieri per quasi tutta la giornata Tehran era isolata telefonicamente) a causa del blocco alle comunicazioni.
* Da Tabriz, Ahwaz, Orumieh, Rasht, Isfahan giungono notizie di manifestazioni di massa per Mousavi, e nelle prime due i risultati sono apparsi subito palesemente incongruenti: Mousavi, di origine azera, è amatissimo nella zona a maggioranza azera del paese, che oltretutto è storicamente una zona riformista. I risultati ufficiali parziali parlerebbero anche qui di una vittoria di Ahamadinejad.

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9 responses to “COLPO DI STATO A TEHERAN

  1. Nonostante il divieto, Mousavi e Karrubi sono in piazza per cercare di calmare i manifestanti. Il ministero dell’Interno aveva replicato che il leader riformista sarà responsabile delle eventuali conseguenze della protesta.
    La folla di manifestanti si sta ingrossando di minuto in minuto. I dimostranti gridano «morte al dittatore», ma anche «gli iraniani preferiscono la morte all’umiliazione» e «Mousavi noi ti sosteniamo». Alcuni sostenitori di Ahmadinejad a bordo di moto si sono già scontrati con i manifestanti.

  2. Mousavi e Karrubi stanno assistendo alla manifestazione a bordo di un fuoristrada, in borghese. Il mezzo procede al passo dei manifestanti, protetto da agenti delle forze di sicurezza.
    Per la prima volta anche l’ex presidente riformatore Khatami ha commentato il risultato delle elezioni, che «ha minato la fiducia pubblica». «È diritto del popolo chiedere che venga salvaguardato il suo voto e dovere delle autorità salvaguardarlo. Affrontare la gente con la violenza e ignorare questo suo diritto è contrario ai principi della rivoluzione». Il fratello di Khatami ha detto che l’opposizione proseguirà fino a quando i risultati non saranno annullati e non sarà organizzato un nuovo scrutinio e ha annunciato la sua presenza alla manifestazione a Teheran.

  3. Khamenei: il conteggio verrà ripetuto

  4. scusa….potresti postare la fonte dalla quale hai tratto la notizia: “Khamenei: il conteggio verrà ripetuto”
    grazie

  5. Io penso che l’occidente dovrebbe intervenire come sostiene il grande intellettuale francese
    http://www.corriere.it/editoriali/09_giugno_16/occidente_ha_obbligo_di_aiutarli_bernard_henri_levy_7577ff46-5a3d-11de-8451-00144f02aabc.shtml
    Anche perchp è l’iran è uno stato jihadista e con ahmendinejad ancora al potere Israele verrà minacciata di nuovo dal terrorismo palestinese

  6. Come evolverà la situazione per te enrico che sei un esperto ?

  7. Dunque riguardo alle opzioni aperte, credo che dopo il discorso di Khamenei la lotta di Khamenei (che detiene il vero potere) contro i manifestanti si sia radicalizzata: ogni tentativo di rivedere i risultati o trattare è chiuso. Oltretutto gran parte dei manifestanti ha scavalcato Mousavi, dal momento che ha posizioni di aperta contestazione al sistema della Rep. Islamica. Ora vi sono tre opzioni: 1) la forza del movimento va esaurendosi sia per arresti e repressione sia per la mancanza di una linea politica ben chiara sul futuro 2) una repressione sanguinosa che decapiti e metta fuorilegge tutta la parte riformista della società 3) la ‘rivoluzione verde’ riesce a imporsi portando dalla sua parte una parte dell’enstablishment (che cerca di salvare se stesso e il sistema) e alcuni militari. Per questa terza opzione è cruciale il supporto attivo e deciso di Hashemi Rafsanjani. Lo sciopero generale sommato a una guerriglia decisa potrebbe essere una carta importante che i manifestanti giocheranno.

  8. @guarantigia la lettera di Levy è simile ad altre scritte su Birmania, Tibet, etc. Il problema è che un intervento militare (specie targato USA o Israele) sarebbe estremamente deleterio perchè troncherebbe ogni velleità di cambiamento (che sono maggioritarie indipendentemente da Mousavi o Ahmadinejad). Un intervento efficace sarebbe una presa di posizione forte (anche economica) contro il regime, e un’azione diplomatica per tentare di dividere il regime. E’ provato in ogni caso che USA e Israele hanno da lungo tempo in corso azioni per destabilizzare il regime degli Ahyatollah. Nella lettera di Levy mi sfugge cosa vorrebbe che fosse fatto in concreto. L’UE sta assumendo una posizione decisamente più forte nelle scorse ore. Su Obama il suo silenzio/appoggio è dettato da complesse considerazioni di opportunità/tattica, in modo da non far pensare al ‘Grande Satana’ che sostiene i rivoltosi nè da precludersi un futuro dialogo. Dal mio punto di vista dopo ieri deve prendere una posizione chiara contro la repressione violenta.

  9. @laura boschi: è ormai una dichiarazione vecchia, il riconteggio oramai è solo una tattica dilatoria (per giunta palesemente falsa, in 30 provincie i votanti sono oltre il 100% degli elettori). qui il link http://tinyurl.com/nmq5we e qui il link su votanti >elettori http://www.guardian.co.uk/global/2009/jun/17/iran-election-rigging

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